biblioest, Università degli Studi di Trieste e delle provincie del Friuli Venezia Giulia, Sebina, biblioteca, opac, catalogo biblioteca, Friuli, Regione Friuli, biblioteche del Friuli Venezia Giulia, Catalogo biblioteca, Prestito libri, prestito ebook, reteindaco
Il processo creativo di Michael Moore è interamente centrato nella ricerca di un contatto con la società nella quale opera. Moore lavora sull'esplicito: l'interazione, la partecipazione sono esibite nelle immagini, nei dialoghi, nell'elaborazione visiva del suo personaggio.
[...]
Adotta il sistema relazionale dei talk-shows televisivi che giocano sulla prossimità, sull'identità presunta, fra spettacolo e spettatori, fra rappresentazione e realtà. I suoi film si modellano sul sistema mediatico esistente, che combatte con gli stessi mezzi e sul suo stesso terreno. Questa ricerca ossessiva del contatto ha un prezzo. La qualità delle immagini non consiste nelle combinazioni formali, ma esclusivamente nella loro efficacia comunicativa, il discorso esplicito e diretto conduce a una visione dominata dal punto di vista dell'autore che non lascia la minima scelta allo spettatore durante la visione (a parte quella di rifiutare il film nella sua totalità).Tuttavia il paradigma di Michael Moore, così fastidioso per i cinefili, se non è un modello né una soluzione, rimette però in gioco alcune questioni fondamentali che riguardano il cinema di non-tìction e il cinema in generale. Se la ricerca assoluta del contatto, di visibilità, spinge Moore a sfruttare ironicamente, pur senza innovarle, le forme di messa in scena largamente utilizzate nell'audiovisivo, d'altra parte preserva ed esalta l'aspetto popolare del cinema. Raoul Grisolia