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L'amore che il poeta ci racconta è quello dolce e appassionato dei primi incontri, ma anche quello che fa male al cuore, l'amore disperato che annienta chi ama, l'amore finito di cui resta solo il ricordo.
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E proprio il ricordo è uno dei temi più cari all'autore che si rifugia nella nostalgia e nella malinconia, nell'incolmabile senso di mancanza e di vuoto che accompagna chi ha perso la persona amata. Le liriche spaziano dall'esuberante sensualità dei versi con cui il poeta descrive il corpo dell'amata, il suo aroma e il suo sorriso, alla malinconica e struggente tristezza di quelli dedicati all'amore perduto. Immagini "rubate" alla natura, al paesaggio, alla quotidianità sono le costanti alle quali il poeta attinge a piene mani, versi che, come Neruda stesso ha sostenuto, nonostante la malinconia che le percorre e le pervade, contengono "il godimento dell'esistenza". La voce di Alberto Rossatti scava nelle pieghe dei versi di Neruda per estrarne emozioni palpitanti o sommesse, riflessioni penetranti e giochi di ritmo e melodia che si incontrano con le note della chitarra di Giovanni Cenci.